domenica, aprile 30, 2006

Un sospiro di sollievo

Andreotti presidente del senato: una persona autorevole? Forse su Marte!
Ecco il suo biglietto da visita:
"...una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell'imputato verso i mafiosi fino alla primavera del 1980 ... dirette relazioni del sen. Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra ... disponibilità e il manifestato buon apprezzamento del ruolo dei mafiosi da parte dell'imputato ... il sen. Andreotti ha avuto piena consapevolezza che suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha quindi a sua volta coltivato amichevoli relazioni con gli stessi boss ... La Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione alla associazione per delinquere ... il reato é concretamente ravvisabile a carico del sen. Andreotti anche se estinto per prescrizione"
(Sentenza del Tribunale di Palermo al processo Andreotti)

La Consulta è comunista?


È veramente così atroce dire che Mediaset deve «deve dimagrire in pubblicità e reti»???

Molto prima di Bertinotti lo stabilì la Corte costituzionale, per ben due volte:

1) Il 7 dicembre del ’94, quando fu dichiarata illegittima la legge Mammì (che consentiva a Berlusconi di possedere 3 reti televisive). Il Parlamento ha tempo fino al 27 agosto 1996 per provvedere.

2) Il 20 novembre 2002, quando la Consulta dichiara incostituzionale pure la legge Maccanico (varata tra l’altro dal centrosinistra in pieno inciucio con il polo, che in teoria fissa il tetto per Mediaset a 2 reti, ma di fatto rimanda sine die l’applicazione del regolamento) e impone a Mediaset di dimagrire a due reti entro il 31 dicembre 2003.

E poi rete 4 non doveva andare sul satellite??? Nel ‘99 ha perso la gara per le concessioni a trasmettere su scala nazionale. Ma che è successo? Niente. Perché?

Ah, certo: dulcis in fundo c’è Gasparri 2 la vendetta.

Mammì – Meccanico – Gasparri o la Consulta?

Pecoraro Scanio, Polito, Rizzo… Da che parte state?

Vissi

Ho frequentato le scuole a Castelferretti, il paese in cui da sempre vivo con la mia famiglia.
Poi il mitico liceo "Cambi" di Falconara e la facoltà di Filosofia a Macerata.
Ora sono un insegnante precario e collaboro con un'agenzia di formazione (www.amicucciformazione.com), come esperto di comunicazione e nuove tecnologie.
All'interno di questo blog si trovano alcuni miei racconti insieme a riflessioni sulla politica e sull'attualità.

Racconto: nacqui

- Bevi. Ancora un assaggino.
Il signor G. deglutiva forti sorsi puzzolenti di liquore giallo.
- Evviva. Bisogna festeggiare. Euforia.
Una brava persona il signor G. Troppo poco dedita all’alcool per resistere ai suoi effetti di vago risolino e barcollare delle ginocchia. Del resto non si addice l’ebbrezza a una persona così seria e timida.
Venire alla luce. Luce del giorno, del sole e della vita. La luce della vita portò quel giorno il bambino del signor G al mondo e lo spinse senza riflettere verso il seno della madre, quella fonte morbida di calore, umida e vibrante e lui, piccino, vi ci appoggiò inconsciamente il volto cosicché le labbra presero a operare in un moto di delicata e armoniosa suzione.
Fu così compiuto anche per quella creaturina, in modo certamente commovente e mirabile, il primo immortale passo di ingresso nel glorioso regno degli esseri umani.
La madre stremata guardava l’infante, prodotto del suo amore, grazia del suo bene. Suo, solamente suo. Solamente e morbosamente suo. La pallida donna smunta, capelli scuri ed occhi scuri, scrutava gli angoli, soprattutto quelli più bui ed incerti del bimbo, per assicurarsi della cosa più importante: che fosse senza difetti.
- Due gambe. Due braccia. Due begli occhi neri che puntano diritto alla mammella. Bene. Una palla allungata ciondolante. Colore biancolatte. Bene. Che ne dici?, disse rivolgendosi al marito.
- Sì, mi sembra che non sia male. È sano no?
- E’ sano. Sanissimo. È bello anche. Lo ha detto il dottore. Lui se ne intende. Inequivocabilmente il mio amore è bello. Lui certo lo sa. Lui sa come cresceranno, se saranno belli o brutti. Lui è il dottore e a noi a detto che nostro figlio verrà bello. Proprio un bel bambino diverrà questo mucchietto d’ossa.
Il signor G. con occhi teneri guardò la moglie e il piccolino senza capelli, appena un ciuffetto in cima al capo. Lo guardò bene e a lungo. Felice, con il sorriso in bocca (qualcuno direbbe per effetto dell’alcool). Lo continuò a guardare, ma progressivamente meno felice, per un dispettoso scatto spontaneo e inaspettato di tristezza. Si asciugò la bocca. Calmo, stropicciandosi gli occhi. Respirava e rifletteva senza fretta mentre la moglie interrogava il suo sguardo enigmatico. E infine disse questa frase, forse strana, forse buffa o forse semplicemente vera:
Be’! non è poi così carino. Anzi è proprio brutto.