sabato, maggio 20, 2006

Candidatura

Cari amici, vi comunico ufficialmente la mia candidatura a consigliere alle prossime elezioni del 28 e 29 maggio nel comune di Falconara M.ma.

Sono candidato come indipendente nella lista di Rifondazione comunista.


Motivazioni

Si tratta per me della prima candidatura. Come sapete mi interesso da tempo, come molti di voi, ai fatti della politica locale e nazionale, pur non avendo nessuna tessera di partito. Questa volta mi è stato proposto di impegnarmi attivamente. Ho accettato volentieri perché coinvolto da persone che conosco bene e che stimo e con le quali ho avuto modo di collaborare in varie occasioni. Inoltre sono stato spinto dal fatto che, in questa tornata elettorale, i partiti dell'Unione, superando divisioni e incomprensioni, sono riusciti a presentarsi insieme, con un programma comune per “cambiare Falconara”.


Il mio contributo

Per formazione professionale e interesse sento di poter dare il mio contributo soprattuto nel terreno della cultura e della ricerca di spazi di espressione. In questo ambito mi è capitato spesso di impegnarmi nell'organizzazione di cineforum, spettacoli e dibattiti.

I temi da affrontare sono comunque molti e decisivi, come il risanamento del bilancio, la crisi degli alloggi, la sicurezza, la viabilità, la risorsa mare, il porto turistico, il quadrilatero. Credo che vadano affrontati con un dialogo aperto e partecipato, al quale ritengo di poter contribuire con serietà, disponibilità, capacità di analisi e di mediazione.

Il programma

Mi riconosco nella proposta elaborata dalla coalizione dell'Unione, guidata da Riccardo Recanatini, basata su tre principi di fondo: partecipazione, trasparenza, continuità.

Riporto una parte del programma, rimandando al sito http://www.prcfalconara.com/ per la lettura completa del documento.

Abbiamo detto in più occasioni che sta per concludersi una esperienza amministrativa positiva che ha segnato una svolta nel governo della città, caratterizzata da una crescita della qualità dei servizi e dalla definizione di un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile.

Siamo consapevoli però che la sfida dei prossimi anni, che tutti dobbiamo raccogliere, è quella di tramutare le nuove progettualità, il programma di trasformazione e di nuove infrastrutture individuate, in particolare in tutta l’area Nord della città, in capacità di attuazione e realizzazione.

È su questa visione di apertura e di ricerca del massimo di unità possibile che è maturata una rottura lacerante con il Sindaco uscente, che voleva imporre lo status quo e la conferma di tutti gli attuali assetti, che hanno però avuto il limite di dividere le forze politiche, di rompere un rapporto di collaborazione e concertazione con tutte le altre istituzioni pubbliche ai vari livelli, di portare la nostra città in un diffuso stato di isolamento.

Per questo motivo ribadiamo che il programma di trasformazione di Falconara ha più prospettive di successo con le forze politiche più rappresentative del centro sinistra che per nove anni hanno garantito la governabilità e la stabilità dell’amministrazione uscente e con le nuove forze politiche che con senso di responsabilità hanno condiviso un percorso comune.


Il futuro di Falconara non può essere affidato né ad una coalizione formata da una lista civica e da frammenti di partiti, animata da una logica personalistica di perpetuazione del potere, nè alla litigiosa formazione del centro destra caratterizzata da inconcludenza e divisioni.

A conclusione del costruttivo confronto per la ricerca di un candidato Sindaco in grado di rispondere al meglio alle esigenze di rinnovamento e di continuità nel programma di trasformazione di Falconara, i partiti del centro-sinistra hanno concordato unitariamente di affidare tale delicato compito al dr. RICCARDO RECANATINI, affermato professionista operante nel nostro territorio, espressione della società civile, con radicamento nel mondo del volontariato e dell’associazionismo laico e cattolico, con esperienze già maturate come amministratore pubblico.

Il candidato Sindaco, d’intesa con le stesse forze politiche ha indicato per l’incarico di Vice-Sindaco, ROBERTO PICCININI, già amministratore della città, con esperienze di direzione maturate nel campo dell’associazionismo degli Enti Locali e del settore turistico.”


Un caro saluto

Paolo

domenica, maggio 14, 2006

Acqua, gente e colori a Paris

Foto scattata da Chiara

Parigi

Notre Dame de Paris vista dal retro.

Racconto: un incidente

I’ve been holding out so long.

La canzone si sente male. Gregorio deve alzare ancora il volume. La voce si fa metallica. Mik Jagger sembra una pressa idraulica. La peugeot cigola da impazzire, stordisce e non ti fa capire nulla. Ma il meccanico non la capisce proprio quest’auto. E sarà la cinghia di distribuzione e cambia la cinghia.. e saranno le pasticche e cambia le pasticche... Niente! Intanto l’auto continua a cigolare.

La Peugeot 106 sembra una zucca nel crepuscolo della sera. La peugeot è una zucca e lui è un omino secco e rattrappito, guida tutto storto. Gobbo sul volante. Appiccicato al vetro anteriore. Strano tipo di umano. Attraversa la sera, seduto con una mano sulla marcia. Crede di tornare a casa, come ogni sera. Richiamato. Rassicurato. Assicurato. Solo verso casa. Con una mano sulla marcia e una sul volante a tamburellare al ritmo di Miss you dei Rolling Stones. Canta sopra il disco. Storpia l’inglese a squarciagola. Quasi si sente intonato.

A destra c’è il mare. Più avanti il Conero. Al crepuscolo il Conero rivela il suo profilo migliore. Si può essere stanchi di guidare a un certo punto, alla fine. Ma se il mare sta lì accanto, ancora lì, giorno dopo giorno. Questo non è meraviglioso? Non c’è bisogno di parlare. Siamo tutti uguali di fronte al mare. Tutti figli. Grande madre o grande padre, al cui cospetto ogni parola ha lo stesso significato.

Chi è il filosofo che balbetta questi insopportabili pensieri? Chi sarebbe sto’ poeta?
È Gregorio il poeta della sera che muove il viso, la bocca piccola piccola e non si capisce come gli escano le parole da quel rostro così piccolo. Ha la bocca come il culo della gallina. Avete capito? Questo è Gregorio. Insomma uno che è rimasto al tempo dei sassi rotolanti. Un sassonide. Un sasso anche lui, già rotolato, un mucchietto d’ossa avvolto nella pelle, incartato, scartato, aggrovigliato dall’emozione. Uno che non si sa esprimere. Questo è Gregorio. Questo è il tipo che tamburella sul volante della Peugeot rossa.

I’ve been sleeping all alone.

Una volta a diciotto anni ha detto “da grande voglio fare il cantante”. “Si può ancora fare”, in fondo pensava. “C’è ancora tempo”. E c’è, tra i suoi amici, chi ha pensato che un culo di gallina non ha da stare allegro, meno che mai è adatto per cantare. Ma nessuno gliel’ha detto.
Cadono sassi dalla testa giù fino alla lingua. Ogni parola della canzone è un sasso. Ogni nota arriva dritta allo stomaco.

Lord I miss you.

L’urto non si è sentito. Tutto ovattato. Anche le voci, le sirene. Nulla. Crede di aver frenato. Davvero c’erano le sirene? È rincoglionito. Non le ha sentite Gregorio. C’era solo Mik Jagger.
I’ve been hanging on the phone.
C’è stato un incidente. Nell’altra auto una donna.
Lei resta immobile. Guarda il volante.

Gregorio a un certo punto li ha visti. Gli occhi di lei. Li ha fissati e poi dopo un po’ anche lei si è voltata. Un incidente nella sera. Il suo incidente. Mai successo. Erano gli occhi più belli che avesse mai visto. Immobili fissi, né sereni né preoccupati, semplicemente marroni. Profondi. Come il mare scuro nell’abisso. Come il profondo dio che si nasconde. Sono stati a guardarsi. Per un po’. Attraverso i vetri in frantumi delle auto accartocciate. La loro anima in miseria, frantumata. In contatto. Collisi. Schiantati l’uno sull’altra. Due estranei, improvvisamente una cosa sola. Due sofferenze fuse. Presi l’uno nell’altra. In attesa infinita. Tagliati fuori dal mondo. Dimenticati. Saltati in un tempo senza tempo, in uno spazio senza spazio. Capaci solo di ascoltare il discorso infinito.

Lei non abbassava lo sguardo non sembrava ferita. Non si muoveva. Riposava.
La polizia faceva sgombrare i curiosi. Ma Gregorio pensava: “non si può sempre tornare a casa”.
La peugeot non cigolava più. La radio continuava a suonare ad alto volume.

I’ve been sleeping all alone
I want to kiss you

martedì, maggio 09, 2006

Ma che bella "personam"


Previti in galera: la dimostrazione che la CDL non ha fatto leggi "ad personam", dice qualcuno. Ma Previti se ne esce lesto lesto dalla galera per usufruire degli arresti domiciliari. Come fa? Grazie alla legge ex-Cirielli! "Ad personam" o no?
P.S. Pro Memoria: Previti, dice il tribunale, ha corrotto un giudice in cambio di 21 miliardi... una bella "personam".

lunedì, maggio 01, 2006

L'impronta di Andreotti

Consiglio di leggere Diario della settimana 28/04/2006. si intitola L’impronta del senatore Andreotti nella storia d’Italia (il titolo è stampato sopra una suggestiva immagine di una poltrona di palazzo Madama in cui si vede l’impronta di una schiena, diciamo, leggermente “ricurva”).

Nell’articolo intitolato Andreotti, i fatti separati dalle opinioni di Gianni Barbacetto vengono messi in luce alcuni inquietanti eventi accertati che riguardano il senatore:

  1. Rapporti con Cosa nostra. Secondo la Corte d’appello, Andreotti ha “deliberatamente coltivato una stabile relazione con il sodalizio criminale… manifestando la sua disponibilità a favorire i mafiosi”. All’epoca dell’uccisione di Piersanti Mattarella (presidente DC della Sicilia, impegnato in un’opera di moralizzazione che l’aveva posto in rotta di collisione con la mafia) Andreotti aveva tentato di evitare il delitto, non rivolgendosi alle Istituzioni, ma incontrando Stano Bontate in Sicilia, allora capo di Cosa nostra. A omicidio avvenuto “scese” di nuovo in Sicilia per chiedere conto a Bontate dell’assassinio e per verificare quindi la possibilità di recuperare il controllo dell’azione dei mafiosi.
  2. Rapporti con i cugini Salvo. Ignazio Salvo fu condannato per mafia e poi ucciso da Cosa nostra; Nino Salvo morì per cause naturali dieci giorni prima dell’inizio del maxiprocesso di Palermo, che lo vedeva tra i rinviati a giudizio. Sancisce la sentenza di primo grado: “l’asserzione dell’imputato di non aver intrattenuto alcun rapporto con i cugini Salvo è risultata inequivocabilmente contraddetta dalle risultanze probatorie”.
  3. Rapporti con Lima e Ciancimino. La sentenza di Cassazione ritiene accertato “che il sen. Andreotti ha avuto piena consapevolezza che i suoi referenti siciliani (Lima, i Salvo, Ciancimino) intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi…”
  4. Incontro con il mafioso Andrea Manciaracina. Il 19 agosto 1985, all’Hotel Hopps di Mazara del Vallo, il ministro degli Esteri Andreotti incontra il boss Andrea Manciaracina, all’epoca sorvegliato speciale e uomo di fiducia di Totò Riina. Ne è testimone il sovrintendente capo della polizia Francesco Stramandino.
Una trattazione approfondita di questi fatti si trova nell'articolo citato.

Quando c'era Silvio - Storia del periodo berlusconiano



Consiglio di guardare il film di Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio
Quando c'era Silvio - Storia del periodo berlusconiano
Il film può essere visto in streaming sul sito www.diario.it