mercoledì, dicembre 07, 2005

Un uomo onesto un uomo probo


C'è chi dice nel 1974, chi nel 1975. Vittorio Mangano ha soggiornato nella villa di Berlusconi, per due anni, per svolgere mansioni di "fattore" o "stalliere". Raccomandato dall'amico di vecchia data, Marcello Dell'Utri.
Vittorio Mangano è un mafioso, testa di ponte fra la siciliana e il nord per il traffico di droga (in una intercettazione Mangano parla di Cavalli da recapitare in un albergo, alludendo a partite di droga).
Dell'Utri è amico anche di Gaetano Cinà, detto Tanino, uomo d'onore palermitano. Fu Cinà ad accompagnare Dell'Utri da Mangano per proporgli il lavoro a casa di Berlusconi.
Dell'Utri dice di non aver mai sospettato che Cinà fosse vicino ad ambienti mafiosi, infatti nel '96 ammette di frequentarlo ancora e di essere legato a lui da grande amicizia.
Mangano, lasciata Arcore (non si conoscono bene le modalità, c'è di mezo una strana cena in villa e un tentato sequestro di persona), diventa il numero uno della famiglia di Porta Nuova dopo l'arresto di Pippo Calò.
Finisce poi in carcere per scontare due ergastoli. Muore nel 2000.
Stralci da L'Odore dei soldi, di Elio Veltri e Marco Travaglio

domenica, dicembre 04, 2005

tg papa

"La libertà religiosa è ostacolata dal relativismo". Lo ha detto il Papa. La notizia è stata trasmessa in testa ai principali tg. A me sembra una frase autocontraddittoria per due motivi:
1. se c'è relativismo c'è la possibilità di esprimere la propria idea religiosa senza discriminazioni, se c'è assolutismo non c'è libertà religiosa.
2. se con "libertà religiosa" si intende la libertà di professare la religione cattolica, almeno in Italia, non mi pare che ci siano ostacoli. Anzi il Papa va in tg più di ogni altra persona (non solo religiosa). Inoltre i Vescovi esercitano una forte influenza nell'opinione pubblica e nel mondo politico.
Dunque, se stiamo al caso Italia, non vedo proprio nessun ostacolo all'esercizio della libertà religiosa (a meno che il Papa non si riferisca ad altre religioni diverse dal cattolicesimo).

Voluptas

O madre, tu, degli Eneadi, o Venere alma, delizia (voluptas) degli uomini e degli dei, tu che vivifichi sotto gli astri scorrenti del cielo il mar che porta le navi, le terre che dan le messi: si genera ogni famiglia per te degli esseri (animantum), e nata vede la luce del giorno...
...e vinto (Marte) dall'insanabile piaga d'amore, egli spesso ti (Natura) si abbandona nel grembo, e in su, così, riguardando, riverso il collo tornito, in te d'amore, anelante, pasce gli occhi avidi e pende tutta di lui resupino l'anima dalle tue labbra. Stringiti a lui, mentre giace, dea, con l'intatto tuo corpo, versagli dalla tua bocca dolci parole, implorando, inclita, per i romani una pacifica tregua...